FEDERCOOPESCA: MONTA LA PROTESTA DEL SETTORE I problemi che affliggono la pesca gettano il comparto in uno stato di agitazione dai risvolti imprevedibili
“Non possiamo più assolutamente ignorare né la gravità della situazione né i moltissimi segnali di malessere che giungono dai dirigenti periferici e dai nostri soci, e che rappresentano lo stato di profondo disagio e rabbia in cui si trovano i pescatori di tutto il Paese”.
Queste le parole piene di rammarico di Massimo Coccia, Presidente di Federcoopesca, per denunciare le pesanti difficoltà in cui è incappato tutto il mondo della pesca italiana, a causa dell’aggravamento dei costi di gestione dell’attività e della scarsa attenzione che il mondo istituzionale sta riservando al comparto ittico. Il caro gasolio, il nuovo regolamento di sicurezza e, non ultima, la Finanziaria 2005 con tutto il suo carico di incertezze, sono solo alcuni dei problemi che più colpiscono le imprese della pesca e i pescatori stessi.
“La situazione che stiamo vivendo preoccupa molto l’intera categoria, al punto che oggi ritengo sia giunto il momento di riflettere sull’opportunità di adeguare la nostra azione politico-sindacale in funzione dello stato di sofferenza in cui versa l’intera pesca italiana –continua il Presidente Coccia-. La necessità di dare, o tentare di dare, risposte ai nostri associati e a tutti i pescatori che ogni giorno dalle marinerie ci chiedono insistentemente quale sia la via migliore da percorrere per tutelare i loro interessi, ci spinge a non poter più aspettare e a cercare vie comuni di confronto con le altre associazioni per un solo scopo: difender il reddito e il lavoro di tutti i pescatori e di tutte le cooperative . Lo stato di malessere, oggi, è diventato uno stato di agitazione”.
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